Perché la nostra società è ossessionata dal maxxing
Dalla cultura incel al mainstream: perché vogliamo massimizzare la nostra vita?
Ormai lo leggiamo da settimane, forse da mesi.
In una nota sul mio telefono me l’ero segnato ormai tre mesi fa ma, nel tempo che ho impiegato a decidermi di scriverne, il fenomeno è esploso.
Che ci piaccia o meno, infatti, il termine “maxxing” sta diventando sempre più mainstream.
Lo vediamo su TikTok con meme come il chinamaxxing: una specie di romanticizzazione della Cina da parte degli occidentali, grazie all’idea di ordine, disciplina e modernità associata al paese.
Ma anche con il virale europemaxxing, ossia un’idealizzazione dell’ozio mediterraneo in contrasto con la cultura iper-produttiva americana: andare a dormire senza sveglia, caffè lenti, pranzi lunghi con amici, passeggiate senza uno scopo preciso.
E poi tra i miei preferiti ci sono anche sleepmaxxing (dormire il più possibile) oppure proteinmaxxing (adottare una dieta iperproteica).
Su questa newsletter avevamo già visto però il vero e proprio “paziente zero”: il looksmaxxing, portato in alto da Clavicular, streamer che ha fatto del “massimizzare” il proprio aspetto fisico la missione della sua vita.
Lo definisco “paziente zero” perché il suffisso “-maxxing”, in realtà, non nasce come meme su TikTok, ma proprio dall’ecosistema da cui proviene Clavicular stesso: quello dei forum incel e della manosfera.
A voler essere ancora più precisi, però, la sua origine è ancora precedente. Arriva dal gergo dei videogiochi di ruolo, dove il “min-maxing” indicava una strategia in cui si potenziava al massimo una caratteristica del proprio personaggio, sacrificando tutto il resto.
È da lì che avviene il passaggio più interessante: questa logica, nata in un contesto ludico, viene progressivamente applicata alla realtà. La vita smette di essere qualcosa da vivere e diventa qualcosa da ottimizzare, come se anche noi fossimo personaggi con statistiche da migliorare.
È in questo contesto che prende forma il looksmaxxing: l’idea che il proprio aspetto fisico possa (anzi, debba) essere ottimizzato per aumentare le probabilità di successo relazionale e sessuale.
All’atto pratico, significa cercare di migliorare il proprio corpo in tutti i modi possibili: dalle pratiche più “soft” come palestra, skincare e dieta, fino a quelle più estreme, e spesso rischiose, come steroidi, chirurgia e procedure invasive.
Tutto questo perché, esattamente come nei videogiochi da cui deriva, l’obiettivo è uno solo: massimizzare una statistica (in questo caso la bellezza) anche a costo di trascurare tutto il resto.
Il punto, ossia il grande rischio dietro questo tipo di cultura, è che quando inizi a guardarti come un insieme di parametri da ottimizzare, smetti lentamente di vederti come una persona.
E qui la domanda diventa inevitabile: com’è possibile che un termine nato in una nicchia così specifica, legato a un rapporto così rigido e tossico con il proprio corpo, sia diventato uno slang sempre più mainstream?
Perché questa ossessione per il “massimizzare” attecchisce così bene non solo nei forum incel, ma ovunque?
Dal mio punto di vista, tutto ruota attorno a come abbiamo iniziato a interpretare la nostra vita: come qualcosa da migliorare e tenere costantemente sotto controllo.
Non devi più semplicemente dormire: devi fare sleepmaxxing.
Non devi mangiare bene: devi fare proteinmaxxing.
Non devi vivere: devi performare la versione più efficiente possibile di te stesso.
Ed è qui che il maxxing incontra perfettamente lo spirito del nostro tempo.
Viviamo in una cultura che ci ripete continuamente che ogni aspetto dell’esistenza può essere migliorato, accelerato e monetizzato. I libri di crescita personale sono tra i più venduti, così anche come i corsi che ti insegnano a diventare la versione migliore di te stesso.
Con i social, questa logica è diventata totale: tutto è misurabile, dai like, alle visualizzazioni, ai follower, all’engagement. Numeri ovunque, anche quando siamo in vacanza, anche quando facciamo ciò che ci piace, persino il tempo libero finisce dentro una metrica.
“Rendi la tua passione un lavoro e non lavorerai nemmeno un giorno della tua vita” è stato uno degli slogan che ho sentito più spesso nella mia vita.
La realtà, però, è che se trasformi la tua passione in lavoro, il rischio è che a un certo punto inizi a odiare anche ciò che prima amavi.
Nella nostra vita sembra che ogni cosa debba diventare produttiva, o almeno sembrare tale.
Il maxxing, in questo senso, è semplicemente il linguaggio perfetto per una società che non riesce più a distinguere tra vivere meglio e performare di più. Perché c’è una differenza enorme tra il desiderio sano di stare bene e l’idea di dover superare costantemente i propri limiti.
E forse è proprio qui che sta la risposta: non è il maxxing a essere ossessivo, è la società che lo ha reso inevitabile.
Con questo termine rubato al mondo degli incel, abbiamo solamente trovato una parola nuova per descrivere una pressione che esiste da anni. Quella necessità di trattare noi stessi come un’azienda, dove ogni minuto della giornata deve generare un profitto in termini di bellezza, salute o status sociale.
Perché alla fine il punto non è il maxxing in sé, ma il fatto che ormai sentiamo il bisogno di “maxxare” qualsiasi cosa.
E quando anche le cose più semplici devono essere ottimizzate, significa che siamo inesorabilmente dentro a una società che non sopporta più i momenti vuoti, e che ha trasformato persino il relax in un altro impegno da incastrare in agenda.
Scusate l’assenza di queste due settimane, ma sono stato in Vietnam e ho cercato di staccare un po’. Posso dire che stavo Vietnamaxxando.
Ci sentiamo giovedì prossimo :)
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Tutto abbastanza giusto, ma piuttosto superficiale come analisi.
Alla fine hai scritto un long-form per dire che è un po’ gamification (?) un po’ che è la nostra società (?) insomma, tutto davvero piatto e zero maxxing. Ciò che manca a questa analisi è il capire davvero perché questi ragazzi (ti assicuro che per la maggior parte sono ragazzini) sono così ossessionati da questa estetica o in generale tutto l’aspetto psicologico che c’è dietro, che porta con sé un livello di sofferenza davvero delicata.
Tbh hai elencato una serie di parole con -maxxing come suffisso e basta, in modo parecchio giudicante senza davvero spiegare il perché questo fenomeno accade e quali sono le sue implicazioni. 2cent
Mi viene in mente un vecchio proverbio francese, che recitava di un cane che si leccava il c....per il suo piacere ...evidentemente queste sono le mire ed i traguardi da conseguire nella vita. Complimenti per la sua rubrica, sempre ricca e frizzante.
Auguri.
Valter